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Franco Leone un coratino che diffonde l’arte e la cultura locale – La città di Roma gli conferirà un prestigioso premio

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A volte conosciamo le persone solo per la loro fama, per i loro successi, ma non per quello che realmente sono e per la loro “missione “nella vita.

A Franco Leone, noto per la sua cultura poliedrica, che va dall’ Informatica alla poesia, dalla geografia all’astronomia, dall’arte alla letteratura ho chiesto di definirsi e, umilmente, mi ha dato una definizione di se stesso alquanto forte: – una “aedo” -, mi dice cioè un cantore greco dell’arte. È stata Marta Galvani a definirlo così, famosa restauratrice di opere d’arte di Caravaggio, ma Franco, insegnante di Informatica, si vuole definire anche come un cantore della bellezza femminile.

Tutto nasce dal suo amore per la Geografia, che poi si riversa nell’amore per i capolavori e per l ‘arte di tutte le regioni, da Aosta a Lampedusa, prediligendo i capolavori di Michelangelo, Leonardo, Raffaello, Antonello da Messina, del quale preferisce L`Annunciazione.

Dell’arte Franco vuole che si ascolti il messaggio che il pittore ha voluto “scrivere “, ciò che ha voluto comunicare.

Senz’altro la sua opera preferita è la Venere di Velasquez.

Il suo amore per l’arte di Michelangelo Merisi, in arte Caravaggio, l’ha portato a conoscere personaggi importanti, come Vittorio Sgarbi, Niccolò Dell’Arca. In modo particolare Sgarbi ha affermato che lui riesce a rappresentare le bellezze con la musicalità dei versi di Torquato Tasso ne ‘La Gerusalemme Liberata’, in virtù della metrica delle poesie, scritte in ottave, con rime alternate e le ultime due baciate.

In seguito la possibilità di aver conosciuto Alberto Angela che si è emozionato leggendo i versi di Franco, come il giornalista Franco Di Mare e Tommaso Montanari, famoso critico di Caravaggio.

Ma cosa colpisce questi grandi personaggi dell’arte e della cultura di Franco Leone?

Certamente i suoi versi, che egli compone osservando un’opera d’arte oppure una foto, oppure una rappresentazione grafica. La sua capacità poetica l’ha espressa in diverse pubblicazioni, come “Cercando l’Italia, itinerari d’arte in versi”, “Caravaggio, poesia della Luce”, in cui egli ha raccolto, per la prima volta in assoluto, tutte le opere, anche perdute, quindi certe, attribuite e le copie, del Caravaggio ed ha quindi espresso in versi, in endecasillabi, ciò che le opere gli suggerivano. La musicalità di essi è dato dalla preparazione di Franco anche in musica e le lezioni di solfeggio apprese da ragazzo, che gli consentono di scandire il tempo nelle sue composizioni poetiche. Ma ciò che gli ha portato l’attribuzione di molti premi è stata l’identificazione di un particolare in un’opera del Caravaggio in immagini ad altissima definizione, egli ha identificato e riconosciuto lo spartito della “Lectio Actum Apostolorum” di Joaquin des Prez che gli è valso il premio di letteratura internazionale 2019 conferito al Festival di Spoleto. Il particolare dello spartito lo aveva individuato sfogliando l’archivio Musicale dell’Università di Oxford, grazie alla cultura informatica.

Come Franco Leone si è fatto conoscere?

Attraverso i social, come Facebook, attraverso una pagina aperta a tutti, a rischio di copia, il Leone non ha esitato a pubblicare i suoi componimenti e i suoi post che trasudano di cultura anche astronomica. Egli predilige evidenziare l’immagine del sublime che si esprime soprattutto nella bellezza e nella sensualità dei visi, in modo particolare in quelli delle donne, delle Veneri e nella tenerezza delle Madonne. È infatti la donna nell’arte che rappresenta l’apice della bellezza assoluta.

La sua poesia preferita rimane quella di Stefano Maderno, dedicata a Santa Cecilia, che per Franco diventa icona contro la violenza sulle donne.

La città di Roma conferirà a Franco Leone il 19 novembre presso l’Università La Sapienza il prestigioso “Premio Internazionale di Letteratura Europa e Cultura del Nuovo Umanesimo” 2019, premio che solo 5 persone all’anno tra scrittori e giornalisti ricevono in Italia.

Personalità importanti come lui danno nome e onore a Corato elevandone il livello culturale e rendendo i Coratini orgogliosi di esserlo. Grazie a chi, come Franco Leone, porta alto il nome della città in tutto il mondo.

 

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