Home Le Eccellenze dello Sport coratino Aldino Tedone, il venezuelano con la passione del bowling

Aldino Tedone, il venezuelano con la passione del bowling

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In Italia, dopo il 2° conflitto mondiale, la coperta diventa molto corta, al punto da convincere coloro che nutrono ambizioni, di cercare fortuna oltre oceano, nella 3^ migrazione della storia in Sudamerica. Questa volta la rotta non è verso il Brasile, ma all’Argentina si aggiunge la variante Venezuela per oltre 200.000 unità.

Lo Stato più a nord Sudamericano, assorbe tanti migranti per lo sfruttamento di nuovi giacimenti petroliferi e minerari, cui segue l’impulso nel settore manifatturiero, delle costruzioni ed a seguire della ristorazione e rurale.

Foto di famiglia
A destra Giuseppe, il papà di Aldino

Tra questi vi è Giuseppe Tedone, che lascia l’Italia nel 1950 e stabilendosi a San Cristobal, città delle Ande ad oltre 2.000 metri di altitudine, sposando la columbiana Mary, dà alla luce 7 figli, tra i quali la sola Rosita risiede in Italia dai suoi 5 anni.

Giuseppe è ben inserito nel campo della ristorazione, permettendo ai suoi una vita abbastanza agiata, cucinando nella propria maxi-casa di 15 stanze in 450 mq, per la squadra italiana di ciclismo, che il 4/9/77 vince il mondiale con Francesco Moser, proprio a San Cristobal. Il sangue dello Sport inizia a scorrere nelle vene dei propri figli, come semplice divertimento, tra cui Aldino, che come Antonio, gioca a calcio e accresce il suo interesse e passione per il Bowling, sport che in Italia è in trampolino di lancio.

Ma poi cosa accade?
Mio padre, mancava dall’Italia e da Corato da ben 28 anni – dice Aldino.
Tornò, a novembre 1980, accolto dal terremoto. Ma lui trova Corato sorprendentemente trasformata in positivo. La persuasione dei parenti di farci rimanere e aiutarci nella sistemazione è efficace, fino a convincere lui, che a sua volta convince noi a trasferirci in Italia in giugno 81′ anche perché il vento in Venezuela sta cambiando. Ma per me, appena sceso dall’aereo è un vero trauma, vivere in una casa più piccola ed antica, in serate che mentre qui la vita finiva, a San Cristobal iniziava.

Quale è stato il 1° pensiero?
Racimolo qualche soldo al caseificio dove ero stato assegnato (a Minervino) e torno di corsa in Venezuela, dove avevo anche lasciato il cuore. Avevo lasciato in sospeso anche gli esami del liceo classico e l’hobby della fattoria. E mentre il sogno di frequentare architettura a Firenze, in km. sembrava più vicino, di fatto si era allontanato.

Il feeling con lo Sport però non si è mai interrotto.
Infatti, giocavo in 2^ categoria, prima a Minervino (81/84) e poi con la Pro Corato con De Pierro, anche se mio fratello Antonio, ammetto avesse più predisposizione. C’è stata una parentesi anche con i Warriors Bari in C1 di baseball, con una memorabile sfida contro gli americani della N.A.T.O. ed alcune partite di bowling dall’87’.

Questo, prima di sentirti più realizzato nel ruolo di dirigente…
Si, nell’88 sono stato fondatore della polisportiva Minervino, società di basket e volley, tutto per hobby, limitato dal lavoro. Dal 2000 al 2004 sono uno dei soci fondatori e seguo come Presidente della Real Corato a Gianni Sciscioli, che lascio per non aver realizzato in pieno l’obiettivo del settore giovanile, posposto alla squadra di 2^ categoria.

Ma la svolta è nel 2005 quando…
A dire il vero, i primi segnali di questa vocazione li ho avuti già nel 1987, quando relegato spesso in panchina, una domenica pur sapendo di giocare da titolare contro il mio Minervino, ho optato per una partita di Bowling, tesserandomi poi per la F.I.S.B. (Federazione Italiana Sport Bowling), lasciando nel 97′ e riprendendo bel 2003.
È stato dopo 2 anni che decisi il cambio di marcia, fondando in 5 l’A.S. DOLMEN (volutamente con nome neutro, con l’idea di spostarci), di cui sono Presidente tuttora ininterrottamente, partendo da Bisceglie, passando da Corato 2 anni, per giungere dal 2007 a Bitonto, dove siamo tuttora.

Ed arrivano i primi grandi risultati.
Arriva nel 2008 la medaglia d’oro ai campionati italiani Juniores, con Gianmarco Bulzis e mio figlio Giuseppe, quest’ultimo convocato in nazionale di categoria. Seguono la medaglia d’argento nel 2010 in Coppa Italia Eccellenza a squadre; medaglia d’argento di associazione; nel 2012 3° posto ai campionati italiani di società di Serie C.

L’apoteosi si raggiunge nel 2013.
Vinciamo la medaglia d’oro, associazioni sportive, seguita dalla medaglia d’argento, in Coppa Italia di associazione di Eccellenza. Nel frattempo la società acquisisce anche dei potentini, uno dei quali, Alberto Petracca, dopo aver vinto in 3 anni dal 2018, la medaglia d’oro del campionato italiano seniores, partecipa al campionato italiano, come lo stesso Aldino, medaglia d’argento a Bologna all’europeo seniores a squadre.

Un rammarico personale c’è? 
Per un infortunio alla mano, nel momento migliore della mia carriera, ho perso la partecipazione ai Trials che mi avrebbero potuto condurre ai mondiali di Las Vegas, compensata da una possibile convocazione agli europei seniores a Berlino, mano permettendo.

Ma sei anche proiettato alla carriera post-atleta? 
Sì, perché sono anche istruttore, arbitro, foratore e responsabile nel sud Italia per conto della Federazione, nella omologazione dei centri.

Uno dei momenti più belli ed emozionanti? 
Ho pianto e vorrei condividere la vittoria ai Mondiali del 2018 in finale contro i mostri sacri dei professionisti U.S.A. e Canada, in cui si è distinto anche il potentino Fiorentino, passato dal nostro centro di Bitonto, come anche sono passati fior fiori di tecnici, come l’americano Joe Scowinsky e l’istruttore della nazionale Claudio Pica.

Il messaggio finale.                                                                                                                    Il bowling è uno sport che si può praticare a qualsiasi età e livello. Ma a prescindere da questi, è la serietà, passione e dedizione che fa la differenza in qualsiasi sport e livello. L’allenamento è il momento più bello, perché è formazione, crescita e compattezza del gruppo, ma soprattutto praticare sport è una salvezza per tutti giovani e meno giovani.

Da quel famoso novembre 1980, sono passati ben 40 anni. Dopo il 1° anno di tribolazioni per Aldino, i 39 successivi sono stati sereni, senza nessuna recriminazione. Evidentemente, sono stati appaganti, probabilmente anche grazie alle soddisfazioni del super bowling.

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