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Morte di Giuseppe Di Vincenzo – Condannati Vincenzo Perrone Giuseppe Galentino Nicola Nannola e Guido Saverio

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Il 1 ottobre 2019 la Corte di Appello di Bari sez.II ha condannato seppur con una riduzione di pena Vincenzo Perrone, Giuseppe Galentino, Nicola Nannola e Guido Saverio in anni due di reclusione ciascuno e assolve Luigi Piancone per non aver commesso il fatto.

 

Era il 21 marzo del 2007 durante i lavori di ampliamento della sala ricevimenti “Corte Bracco dei Germani” un ragazzo di appena 17 anni, Giuseppe Di Vincenzo, perdeva la vita a causa di terribili ustioni riportate sul luogo di lavoro, a nulla valse il trasporto in elicottero al centro grandi ustionati dell’ospedale Cardarelli di Napoli dopo 4 giorni di agonia il giovane si spense.

Riguardo la triste vicenda venne aperta un’inchiesta dal pm Achille Bianchi che inizialmente vedeva otto indagati; il reato a loro contestato era quello di cooperazione in omicidio colposo.

Si trattava di Giovanni Adolfo Sbisà, legale rappresentante della ESSEGIsrl propietaria della sala ricevimenti “Corte Bracco dei Germani”, Elisabetta Sbisà, amministratore della “CEAMsrl” responsabile dei lavori, i coordinatori dei lavori Dario Rosito e Luigi Piancone, il legale rappresentante Vincenzo Perrone della “Idrotermica Luigi Perrone”, committente dei lavori degli impianti di gas e idraulici, i soci Mauro Galentino e Nicola Nannola della “Termo In” di Andria, azienda subappaltatrice, e Saverio Guido, dipendente della “Idrotermica Luigi Perrone”.

In primo grado furono tutti condannati tranne Giovanni Adolfo Sbisà e Elisabetta Sbisà, i condannati ed anche il pubblico ministero fecero ricorso in appello il PM chiedeva la condanna per i Sbisà e l’aumento di pena per Rosito, Perrone e Piancone, rigettato l’appello del pubblico ministero furono accolti solo in parte gli appelli delle difese.

Adesso bisognerà capire se i condannati e il pubblico ministero faranno ricorso in Cassazione.

 

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