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Barlia robertiana: la gigante tra le orchidee, dal profumo intenso, presente sulla Murgia

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Barlia robertiana (Himantoglossum robertianum)

Vi sarà capitato, girando per le Murge nei mesi di febbraio o marzo, in cerca di asparagi, di notare un fiore particolarmente bello e vistoso con delle foglie basali ellittiche di un bel verde chiaro, si tratta della Barlia o orchidea di robert o robertiana.

 

Sì, si tratta proprio di una orchidea ed ha due caratteristiche che la rendono unica: è la prima orchidea a fiorire nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia ed è anche la più grande e vistosa tra tutte le orchidee che sono presenti nel Parco, tanto che alcuni esemplari raggiungono addirittura i cinquanta centimetri di altezza.La barlia oltre ad avere dimensioni assai diverse tra i vari esemplari, ha anche colori che possono andare da un bianco sporco sino all’amaranto passando per tutte le gradazioni di viola.

Oltre al colore che in alcuni esemplari è particolarmente intenso, la Barlia emana anche un intenso profumo che serve ad attirare gli insetti impollinatori. Come tutte le orchidee è protetta e se la doveste raccogliere oltre a commettere un reato fareste una cosa inutile perché dopo pochi minuti il fiore appassirebbe completamente.

Il suo nome deriva da due illustri botanici  Jean Baptiste Barla, un francese di Nizza micologo ma specializzato in orchidee, ed il farmacista e botanico francese Gaspard Nicolas Robert.

Da un punto di vista biologico la pianta viene definita una geofita bulbosa, cioè una pianta il cui organo è un bulbo da cui, ogni anno, nascono fiori e foglie. Si tratta di una specie spontanea, con areale di presenza limitato alle coste mediterranee, inoltre è protetta sia a livello nazionale che internazionale;  rientrando nell’Allegato I della Convenzione di Washington del 1973 (CITES) per le specie di flora selvatica minacciate di estinzione.

Nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia è  possibile trovarla un po’ dappertutto, dai prati aperti e soleggiati ai coltivi, ai boschi di roverella, ma è anche facile avvistarla ai bordi delle tante sterrate che corrono nel Parco. Purtroppo come per altre orchidee, i suoi bulbi vengono mangiati dai cinghiali e la massiccia presenza di questi ultimi nell’area del Parco non contribuisce di certo alla sua espansione.

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