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L’epocale Riforma dello Sport di Spadafora: pregi e difetti. L’abolizione dei vincoli sportivi (2^parte)

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Dopo una breve analisi politica, abbiamo iniziato nella 1^ parte, l’enunciazione delle norme della Riforma, partendo dal Decreto 2, tra cui la norma sul lavoro sportivo. Accanto a questa, tra le più importanti vi è quella sul Vincolo Sportivo.

Dall’1/7/2022 è appunto abolito il vincolo sportivo, prevedendo un Premio di Formazione al 1° contratto da professionista, stipulato dallatleta, in favore della/e società dilettantistica/he precedenti, con modalità assegnate alla Federazione competente, secondo propri parametri, che tengano conto di età, durata del percorso formativo e contenuto patrimoniale delle società. Ma con parametri diversi, varrà anche nel passaggio tra società dilettantistiche. Quindi ferma già l’abolizione del vecchio Premio di Preparazione FIGC, a favore delle società di puro settore giovanile, il giudizio sulla validità della norma è sospeso fino all’esecuzione delle modalità delle norme delle singole federazioni riguardanti i premi di formazione, perché se non applicati adeguatamente, farebbe venir meno l’ultimo baluardo della tutela dei settori giovanili dilettanti.

Queste ultime, potrebbero non avere più interesse ad investire in qualità della formazione se non per il semplice obbligo e provocare un boomerang anche di tipo economico, che ricadrebbe sulla massa di tutti i ragazzi, che rischierebbero di rimanere pesci senz’acqua o nella salamoia di canoni esosi nel corso della trafila formativi, favorendo, come nel post Legge Bosman per i professionisti, una fetta molto limitata di atleti.

Girando pagina, è sempre il Decreto 2, il protagonista di questa Riforma, di cui vi riassumiamo i punti salienti.

DECRETO 2:
A) Professionismo femminile, con diritti equiparati agli uomini in termini lavorativi, previdenziali, assicurativi.
B) Previsti in società e associazioni, contratti di apprendistato, con agevolazioni contributive per la qualifica di diplomati di istruzione secondaria o conseguita anche con classi di laurea in Scienze Motorie o Magistrale.
C) Obbligo per palestre, impianti e centri sportivi, del kinesiologo di base o sportivo e di un manager sportivo.
D) Possibilità per ASD o SSD di esercitare attività commerciali, purché secondarie o strumentali all’autofinanziamento e di distribuzione degli utili.
E) Modalità di tesseramento di minori e minori stranieri.
F) Tutela e benessere degli animali (salute, accudimento, alimentazione).

DECRETO 3: Agenti Sportivi.
La norma disciplina gli agenti sportivi, i requisiti di accesso, compensi, incompatibilità e tutele per i terzi circa la competenza, trasparenza e imparzialità, istituendo il registro nazionale degli agenti.

DECRETO 4:
Sicurezza, secondo le norme internazionali, nella realizzazione di impianti, ammodernamento, costruzione di immobili, purché complementari e funzionali all’attività sportiva.

DECRETO 5: Semplificazioni.
Istituzione del registro nazionale di società dilettantistiche c/o il Dipartimento Sport in via telematica, norme contro la violenza di genere e minori e la prevenzione delle molestie.

DECRETO 6: Sicurezza degli Sport invernali.
Riguarda lo sci di Fondo e di discesa e norme sugli impianti sciistici.

DECRETO 1 Governance:
Dal 1° decreto sulla governance (bocciato), sono fatte salve 2 norme:
a) parità di genere e promozione dei ruoli di responsabilità e di rappresentanza delle donne;
b) accesso di atleti paralimpici in uffici di Stato e nei gruppi militari e civili dello stesso.

Una Riforma di ampio respiro, pur con alcune perplessità. Se sarà realmente una svolta epocale, come auspicato dal Ministro, lo vedremo solo vivendo.

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